TIPS 55 · BROWSER

Il sito che non ha API

Come faccio guidare il mio Chrome a Claude Code sui pannelli che non hanno un'API: cosa installare, i permessi per sito e la procedura scritta una volta che l'agente segue ogni volta.

Cos'è e perché conta

Le ore che perdi davvero sono quasi sempre su un sito, non nel codice. Lo studio di un social dove programmi i post, App Store Connect, il CRM, il back office del gestionale. Pannelli dove sei già loggato, che non hanno un'API, o ne hanno una che per quello che ti serve non basta. Così ogni volta clicchi tu: carica, scrivi, scegli, controlla.

Claude in Chrome risolve questo. È un'estensione del browser che Claude Code usa per guidare il tuo Chrome, quello vero, con i tuoi login. Apre una scheda nuova, legge la pagina, clicca, scrive, carica file dal tuo computer e controlla il risultato. Tu lo vedi muoversi in tempo reale. Quando trova una pagina di login o un captcha si ferma e chiede a te.

Noi lo usiamo ogni giorno per programmare i caroselli di STRIKT su un social: carica le slide, scrive la descrizione, sceglie gli hashtag dal menu, mette data e ora e poi controlla nella lista che il post ci sia. Il segreto non è l'estensione. È la procedura scritta in un file, che l'agente rilegge ogni volta. Questa guida è per chi ha un pannello che gli mangia ore: alla fine avrai l'estensione collegata e la tua procedura pronta.

1. Cosa ti serve e come lo colleghi

  • Google Chrome o Microsoft Edge. Claude Code riconosce l'estensione anche in altri browser basati su Chromium, come Brave, Arc, Vivaldi e Opera. Non funziona in WSL, il Linux dentro Windows.
  • L'estensione Claude in Chrome dal Chrome Web Store, all'ultima versione, e Claude Code aggiornato.
  • Un piano Anthropic diretto: Pro, Max, Team o Enterprise. Devi entrare in Claude Code con /login: se usi una chiave API, o Claude tramite Amazon Bedrock, Google Cloud o Microsoft Foundry, l'integrazione con Chrome resta spenta. Da luglio 2026 non è più in anteprima.
  1. Installa l'estensione e accedi con lo stesso account, e la stessa organizzazione, che usi in Claude Code. Se sono diversi, Claude ti dice che l'estensione non è collegata.
  2. Nel terminale avvia claude --chrome. La prima volta compare una finestra che spiega come funzionano i permessi per sito: premi Invio.
  3. Scrivi /chrome. Funziona se vedi «Status: Enabled» ed «Extension: Installed». Da qui gestisci anche i permessi, ricolleghi l'estensione e scegli il browser se ne hai più di uno.
  4. Se l'estensione non viene trovata al primo tentativo, chiudi e riapri Chrome: legge la configurazione di Claude Code solo all'avvio.

In /chrome c'è anche «Enabled by default», per non scrivere --chrome ogni volta. Io lo lascio spento: tiene caricati sempre gli strumenti del browser, che consumano contesto.

2. I permessi: cosa fa da solo e dove si ferma

Prima di un'azione nel browser, Claude Code può chiederti il permesso. La richiesta comincia con «Claude in Chrome wants to» e ti offre di permettere tutte le azioni su quel sito per la sessione. I permessi per sito invece stanno nelle impostazioni dell'estensione: lì decidi su quali siti può navigare, cliccare e scrivere. Nei piani Team ed Enterprise l'amministratore può limitare i siti con una lista.

  • Carica file dal tuo computer: fino a 10 MB in tutto per ogni caricamento. Rifiuta i file con nomi da credenziali, come .env, .pem, .key o quelli dentro .ssh, e quelli che non ha il permesso di leggere.
  • Login e captcha: si ferma e ti chiede di fare tu. Non dargli password: entri tu, una volta, nel tuo Chrome.
  • Nelle sessioni lunghe la connessione può addormentarsi: /chrome, poi «Reconnect extension».

L'app desktop di Claude ha anche un browser integrato, ma usa un profilo pulito, senza i tuoi login: la documentazione lo indica per i siti che non hanno bisogno di te, e Claude in Chrome per agire come te. Da noi, nel browser integrato, il caricamento dei file sullo studio del social non andava.

3. Scrivi la procedura una volta

Qui sta la differenza tra un agente che ogni tanto ci azzecca e uno su cui conti. La prima volta fai il giro insieme a lui e guardi. Poi gli fai scrivere in un file quello che ha funzionato: clic per clic, cosa controllare alla fine e ogni trappola in cui siete caduti. Dalla volta dopo gli dici solo «leggi la procedura e seguila».

La nostra si chiama PUBBLICARE.md ed è divisa in sei parti: preparare i file, caricare, testi, suono, impostazioni, dopo. Ecco la stessa struttura resa generica, da adattare al tuo pannello. Cambia le parti tra < > e togli i simboli.

Lo schema
# Pubblicare su <nome del sito> (procedura che funziona)

Strumento: Claude in Chrome, profilo Chrome <quale>, già loggato come <quale account>.
Se trovi un login o un captcha: fermati e chiamami.

## 1. Preparare
- I file stanno in <cartella>. Ordine: <come sono numerati>.

## 2. Caricare
1. Apri <indirizzo esatto della pagina di caricamento>.
2. Carica <tutti i file, in ordine>.
3. Controlla nell'anteprima che l'ordine sia giusto.

## 3. Testi
- Titolo: <lunghezza massima, cosa ci va>.
- Descrizione: <regole>.
- Tag: <come si inseriscono perché contino davvero>.

## 4. Impostazioni
- <data e ora, visibilità, opzioni da lasciare così>.
- Prima del pulsante finale mostrami un riepilogo: <cosa dopo non si può più cambiare>.

## 5. Controllo finale
- Apri <la pagina con la lista> e verifica che <la riga con data e ora> ci sia.

## Trappole note
- <la trappola>: <come si evita>.

Le trappole sono la parte che vale di più, perché sono quelle che un agente nuovo ripeterebbe. Queste sono le nostre, prese dalla procedura vera:

  • Gli hashtag. Se li incolli tutti insieme restano testo semplice e non contano. Bisogna scrivere #parola, aspettare un paio di secondi la tendina dei suggerimenti e sceglierlo con Invio, uno alla volta. Alla fine l'agente controlla che ognuno sia diventato un elemento a sé, non testo.
  • Il campo di caricamento nascosto. Alcuni siti nascondono il campo dei file dietro un pulsante. Nella procedura c'è scritto come renderlo visibile all'agente, così carica tutti i file in ordine in un colpo solo.
  • L'ora che scorre. Il selettore dell'ora è una lista che scorre: si clicca l'ora, poi i minuti, e poi si controlla con uno zoom che il campo mostri l'ora giusta.
  • Il post programmato non si modifica. Sul nostro social un post programmato si può solo eliminare, non correggere. Quindi il controllo va fatto prima del pulsante finale, non dopo.

4. I prompt da copiare

Il messaggio
Apri Chrome su [indirizzo del pannello]. Voglio [cosa: programmare un post, aggiornare una scheda, caricare un file]. Fallo un passo alla volta e dimmi cosa vedi prima di ogni clic che non si può annullare. Se trovi un login o un captcha, fermati e chiamami. Non premere il pulsante finale: aspetta il mio ok.
Il messaggio
Scrivi in docs/PUBBLICARE.md la procedura che abbiamo appena fatto, clic per clic: l'indirizzo esatto di ogni pagina, cosa va in ogni campo, cosa controllare alla fine e ogni trappola in cui siamo caduti, con il modo giusto di evitarla. Niente password, email o chiavi nel file.
Il messaggio
Leggi docs/PUBBLICARE.md e seguila per [la cartella di oggi]. Prima del pulsante finale mostrami un riepilogo: file caricati e in che ordine, testi, tag, data e ora. Dopo, apri la lista e verifica che il risultato ci sia.
Il messaggio
Oggi è andato storto questo: [cosa]. Riscrivi il punto giusto di docs/PUBBLICARE.md perché non succeda più. Non aggiungere una nota in fondo: correggi la regola dove sta.

5. Le regole del sito vengono prima

Prima di automatizzare un sito, leggi le sue condizioni d'uso sull'automazione. Ogni piattaforma ha le sue regole, cambiano nel tempo, e alcune limitano o vietano gli strumenti automatici. Se un sito dice di no, non farlo. Io lo uso sui miei account, per cose che farei a mano, una alla volta, al ritmo di una persona.

E resta uno strumento che agisce al posto tuo. Anthropic stessa scrive che, anche con i suoi controlli di sicurezza, Claude in Chrome comporta dei rischi. Dagli solo i siti che ti servono, tieni lontani quelli dei soldi, e fallo fermare prima di ogni clic che non si annulla finché la procedura non ha girato pulita più volte.

Gli errori più comuni

  • Incollare tutti gli hashtag in un colpo solo. Restano testo semplice: vanno scelti uno per uno dal menu dei suggerimenti.
  • Non scrivere la procedura. Senza file, l'agente riparte da zero ogni volta e sbaglia ogni volta in un punto nuovo.
  • Fidarsi del «fatto». Senza il controllo finale nella lista, un salvataggio non riuscito sembra uguale a uno riuscito.
  • Usare un profilo di Chrome sbagliato. Se hai più profili, scrivi nella procedura quale usare: l'agente lavora con i login di quel profilo.
  • Automatizzare senza aver letto le regole del sito. Se la piattaforma non lo permette, rischi l'account.

Checklist

  • L'estensione Claude in Chrome è installata, con lo stesso account e la stessa organizzazione di Claude Code
  • /chrome mostra «Status: Enabled» ed «Extension: Installed»
  • Ho letto le regole del sito sull'automazione
  • La procedura è in un file, con il controllo finale e le trappole note
  • Nel file della procedura non ci sono password, email dell'account o chiavi
  • L'agente mi mostra un riepilogo prima del pulsante finale

Domande frequenti

Posso lasciarlo lavorare mentre non ci sono?

Sì, se Chrome è aperto, l'estensione è collegata e il sito ti tiene loggato. Ma se compare un login o un captcha si ferma e aspetta te: quel giro salta. Per questo il controllo finale e il riepilogo che ti lascia contano ancora di più.

Se il sito ha un'API, conviene comunque il browser?

No: se l'API fa quello che ti serve, usa l'API. È più veloce e non cambia quando il sito cambia grafica. Il browser è per quello che l'API non fa. E quando il sito cambia, aggiorni la procedura.

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