Cos'è e perché conta
Quando chiedi una modifica, Claude Code di solito parte subito: apre i file, scrive, cambia. Se ha capito bene, perfetto. Se ha capito male, te ne accorgi alla fine, quando ha già toccato cinque file e tu devi capire cosa ha fatto e come tornare indietro.
La modalità piano (plan mode) separa i due momenti. Prima Claude legge i file, ragiona e ti scrive cosa vuole fare. Poi, solo quando approvi, lo fa. In mezzo ci sei tu, con un piano da leggere invece di un lavoro da disfare.
Perché conta: un piano lo correggi in un minuto, una modifica sbagliata su più file no. E leggendo i piani impari anche come è fatta la tua app, file per file, che per chi non nasce sviluppatore vale parecchio. La guida ufficiale di Claude Code consiglia proprio questo ordine: prima esplora, poi pianifica, poi scrivi il codice.
1. Come si accende
Ci sono più strade. Nel terminale uso quasi sempre la prima.
- Nel terminale, a sessione aperta: premi Shift+Tab. I modi girano in cerchio, quindi a volte serve premerlo più volte, finché sotto il box compare «⏸ plan mode on». Per uscire senza approvare niente, Shift+Tab di nuovo.
- Al volo, con una richiesta: scrivi /plan davanti al messaggio. Claude entra in modalità piano e parte subito da quella richiesta.
- Da subito: avvia la sessione con il comando qui sotto.
- Nell'app desktop: nella scheda Code, apri il selettore dei modi accanto al tasto invio e scegli Plan. Lì vale solo per la sessione in corso.
- Sempre, in un progetto: nel file .claude/settings.json del progetto imposti plan come modo di partenza, come nel file qui sotto.
claude --permission-mode plan
{
"permissions": {
"defaultMode": "plan"
}
}Se il settings.json esiste già, aggiungi solo la parte permissions e non cancellare il resto. Vale per le sessioni che apri nel terminale in quella cartella.
Cosa fa Claude in modalità piano
Legge i file, può lanciare comandi per esplorare il progetto, ragiona e ti scrive il piano. Non modifica i tuoi file finché non lo approvi. Se un comando non è di sola lettura, può chiederti il permesso prima di lanciarlo: leggi cosa vuole fare prima di dire sì.
2. La frase per i piani corti
Un piano lungo non lo legge nessuno. Se Claude ti scrive due pagine, finisci per approvare senza leggere, e allora il piano non serve. Per questo, in modalità piano, dopo la mia richiesta incollo sempre questa frase:
Prima di toccare qualsiasi cosa fammi un piano corto: massimo 5 punti, una riga ciascuno. Per ogni punto: quale file e cosa cambi. Poi scrivi cosa NON toccherai. Alla fine dimmi come controllo che funziona: un comando da lanciare o cosa provo io nell'app. Se durante il lavoro ti serve un file che non è nel piano, fermati e chiedimelo.
Ogni pezzo ha un motivo:
- «Massimo 5 punti, una riga ciascuno»: lo leggi in mezzo minuto. Se il lavoro non ci sta, di solito sono due lavori: dividili.
- «Quale file e cosa cambi»: vedi subito dove mette le mani. Non serve capire il codice, basta riconoscere i nomi dei file.
- «Cosa NON toccherai»: è il confine. Se lì manca una cosa a cui tieni, tipo il login, te ne accorgi prima.
- «Come controllo che funziona»: un comando o una prova nell'app. Senza, l'unico segnale che il lavoro è finito è che Claude ti dice «fatto».
- «Fermati e chiedimelo»: il piano diventa anche un limite. Se a metà lavoro scopre che gli serve un altro file, te lo chiede invece di allargarsi da solo.
Se per le richieste usi lo schema in tre righe (cosa deve succedere, cosa non deve cambiare, come lo controlliamo), vanno bene insieme: lo schema dice cosa vuoi, questa frase dice come deve essere fatto il piano.
Un limite da sapere: la frase è un'istruzione, non un blocco. Di solito Claude la rispetta, ma quando esci dalla modalità piano niente gli impedisce davvero di aprire un altro file. Per questo sulle parti delicate scelgo di approvare le modifiche una per una, come spiego qui sotto.
3. Leggere il piano e dire vai
Quando arriva il piano, lo leggo cercando tre cose:
- Un file che non c'entra: se cambi un bottone e nel piano compare il file dei pagamenti, chiedi perché.
- Un passo che cambia «tutta l'app»: «aggiorno tutti i componenti», «riorganizzo le cartelle». Di solito non l'hai chiesto tu.
- Un controllo che manca: se in fondo non c'è scritto come verifichi, fattelo scrivere.
Correggi quelle e poi gli dici vai.
Le scelte quando il piano è pronto
Claude ti mostra il piano e ti chiede come procedere. Le scelte sono in inglese:
- «Yes, and use auto mode»: approvi e parte in auto mode, cioè lavora senza chiederti il permesso a ogni passo, con controlli automatici in sottofondo sulle azioni rischiose. Se l'auto mode non è disponibile nella tua sessione, al suo posto trovi «Yes, auto-accept edits».
- «Yes, manually approve edits»: approvi e confermi tu ogni modifica, una per una. È quella che scelgo quando il piano tocca login, database o pagamenti.
- «No, keep planning»: resti nel piano e gli scrivi cosa cambiare.
Con «No, keep planning» uso frasi corte, tipo:
Togli il punto [numero]: [file] non va toccato. Riscrivi il piano, sempre massimo 5 punti.
Se preferisci correggerlo a mano, premi Ctrl+G: il piano si apre nel tuo editor di testo e lo cambi direttamente, prima che Claude parta. Quando approvi, Claude esce dalla modalità piano e comincia a lavorare. Per pianificare la cosa successiva ci rientri con Shift+Tab o con /plan.
4. Quando non serve
Un refuso, un testo, un colore in un file solo, una domanda: chiedilo e basta. Anche la guida ufficiale lo dice: il piano costa tempo, e se la modifica la sai descrivere in una frase puoi saltarlo.
Usalo sempre quando tocchi più di un file, il database, il login o i pagamenti, o quando non sai da dove partire.
Gli errori più comuni
- Approvare senza leggere: se il piano è troppo lungo per leggerlo, chiedilo corto con la frase, se no non ti protegge da niente.
- Dire vai a un piano senza controllo finale: prima di approvare fatti scrivere come verifichi che funziona.
- Usarlo per ogni virgola: per un refuso o un colore chiedi direttamente e tieni il piano per i lavori su più file.
- Pensare che la frase blocchi davvero Claude: è un'istruzione, quindi sulle parti delicate scegli «Yes, manually approve edits» e guarda ogni modifica.
- Credere di essere ancora in modalità piano dopo l'approvazione: approvando ne esci, quindi per il lavoro dopo ci rientri con Shift+Tab o /plan.
Checklist
- Sotto il box vedo «⏸ plan mode on»
- Ho incollato la frase per il piano corto
- Il piano ha al massimo 5 punti, con i file
- C'è scritto cosa non tocca
- C'è un controllo finale che so fare
- Sulle parti delicate approvo le modifiche a mano
Domande frequenti
In modalità piano Claude può rompere qualcosa?
Non modifica i tuoi file finché non approvi il piano. Può però lanciare comandi per esplorare il progetto: quelli che non si limitano a leggere passano da un controllo automatico o ti chiedono il permesso. Se te lo chiede, leggi il comando prima di dire sì.
Dopo che approvo, rispetta il piano?
Di solito sì, ma il piano è una guida, non un contratto. Per questo nella frase c'è «fermati e chiedimelo», e alla fine gli chiedo cosa ha cambiato e cosa non ha toccato, per confrontarlo con il piano.
Funziona anche nell'app desktop?
Sì. Nella scheda Code scegli Plan dal selettore dei modi accanto al tasto invio. Lì Plan vale solo per la sessione in corso: nella prossima lo riscegli. La frase per il piano corto funziona uguale.